Campi Bisenzio

Campi Bisenzio: Fare per Fermare il declino, “la chiusura del ponte di via Einstein è costata 10 milioni di euro”

volantino ponte via EinsteinCAMPI BISENZIO – Più di dieci milioni “buttati al vento” per la chiusura del ponte di via Einstein: così la pensa il comitato locale di Fare per Fermare il declino di Oscar Giannino. In questi giorni sta arrivando nelle case dei campigiani, in 12mila copie, un volantino curato dal comitato coordinato da Gianni Bini, tutto incentrato sulla questione della chiusura del ponte di via Einstein, che ne ripercorre la storia tappa per tappa, le problematiche e i costi.

Il ponte è stato chiuso nell’agosto del 2009 a causa del danneggiamento di una trave; nell’aprile del 2010 la Giunta ha approvato il progetto per un intervento dal costo di 350mila euro e ha stabilito che per finanziarlo sarà assunto un mutuo. Da allora – spiega il Comitato campigiano di Fare per Fermare il declino – il ponte è rimasto chiuso in direzione Est e nel frattempo “il traffico è impazzito con gravissimi danni all’economia di una delle zone produttive e commerciali più importanti della città”. Inoltre si ricorda anche la problematica relativa a uno studio del Consorzio di bonifica secondo il quale il ponte creerebbe dei problemi idraulici e dovrebbe essere rifatto.

Secondo le cifre riportate dal comitato, da settembre 2009 a febbraio 2013 sono stati spesi, solo per la segnaletica, 65mila euro. Oltre alla spesa e al danno per l’economia, il movimento che fa capo a Giannino sottolinea anche che l’aumento di percorrenza di 2 chilometri ha causato un aumento di emissioni di Co2 e di spreco di carburante (circa 1,5 milioni di euro). Considerando solo il tempo perso per aggirare il ponte da chi lavora in quella zona, secondo Fare per Fermare il declino, l’economia locale avrebbe perso circa 10 milioni di euro.

Il comitato di Campi Bisenzio suggerisce quindi alcune proposte per risolvere il problema: chiudere il sottopasso, di viabilità secondaria, puntellare la trave danneggiata con un plinto di fondazione e sovrastante pilone metallico tralicciato smontabile. L’intervento durerebbe due mesi e il ponte potrebbe essere riaperto nei due sensi di marcia. (e.g.)

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