Sesto Fiorentino

Sesto Fiorentino: i lavoratori di Stefan, “prioritaria la situazione dei lavoratori più che lo stato di salute dell’azienda”

stefan prato 6SESTO FIORENTINO – Non si placa la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici di Stefan: oggi hanno scioperato per l’intera giornata con presidio davanti  al Tribunale di Prato in piazzale Falcone e Borsellino dalle 9.30 alle 11. La protesta è stata portata avanti dai lavoratori di Stefan di Sesto Fiorentino e degli altri comuni della provincia con il supporto della Filcams Cgil per continuare a denunciare la gravissima situazione aziendale e auspicando l’attenzione delle istituzioni.
L’azienda ha presentato richiesta di concordato preventivo in data 20 novembre scorso, ma nonostante questo, si legge in una nota di Filcams Cgil, continua ad attuare una gestione inadeguata e incurante verso il futuro dei suoi dipendenti. Oltre al mancato pagamento di più di 3 mensilità, l’azienda ha deciso di congelare i pagamenti delle mensilità arretrate ai lavoratori dei negozi che sono stati ceduti o chiusi. Cosa ancora più grave, ha deciso di farlo anche con gli assegni familiari e  gli assegni di malattia e maternità, che già da prima venivano corrisposti molto in ritardo e spesso solo a seguito di numerose sollecitazioni.
“La noncuranza dell’azienda verso i dipendenti – prosegue la nota – appare chiara anche dal fatto che i negozi di Sesto Fiorentino, Viareggio, Sarzana sono stati chiusi senza preavviso e al di fuori di un piano di gestione, infatti non sono stati inclusi nell’accordo del 30 ottobre 2012 stipulato presso il Ministero del Lavoro per la cassa integrazione: queste persone sono a casa senza che per loro sia stato previsto alcun ammortizzatore sociale”. La battaglia per difendere i propri diritti non si ferma per i lavoratori di Stefan. “Continueremo a difendere i nostri diritti – conclude la nota – e a richiedere quanto ci è dovuto”. La richiesta alle istituzioni, dicono, è “di considerare prioritaria la situazione dei lavoratori più che lo stato di salute dell’azienda e sollecitiamo il controllo e l’intervento degli organi competenti, affinchè vengano tutelati i diritti e la dignità di noi lavoratori”.

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