Sesto Fiorentino

Sesto Fiorentino: Natale di disperazione per Antonio e Antonio, cinquantenni senza lavoro e senza casa

roulotte 82SESTO FIORENTINO – L’affanno, anche se contenuto, di chi si appresta a fare gli acquisti per il pranzo di Natale nel discount a due passi dalla stazione e il via vai di chi scende e sale dai treni, si scontra con la piccola roulotte coperta a malapena da un telo azzurro che dovrebbe cercare di riparare dalla pioggia se non dal freddo. Per quello non c’è niente da fare, bisogna aspettare che la stagione cambi, che arrivi la primavera, non l’estate perché allora farà caldo, troppo per chi è costretto a vivere da anni in una “scatola” di lamiera usurata dal tempo e piena di spifferi. Antonio, 52 anni e Antonio 50 anni, da lì vedono il mondo passare. Loro sono diventati trasparenti. Non esistono per nessuno, solo per il freddo, il gelo di queste notti, la fame e la depressione di chi da tempo è rimasto senza lavoro, senza casa e senza famiglia. Ed è diventato invisibile. Sembra impossibile che due persone, una delle quali ha lavorato come pasticcere e proprio in questo periodo potrebbe essere richiesto per i numerosi pranzi e cene che vengono organizzate, sia costretto a racimolare briciole per sopravvivere. E invece niente. Uno dei due Antonio oggi è malato, in realtà lo è da qualche giorno. Ha 40 di febbre e non può uscire. E’ chiuso nella roulotte, da solo. L’altro Antonio è uscito presto: è andato alla ricerca di cibo, acqua e magari maglioni e coperte. Si fa forza, lui, anche se sente il peso della depressione, il muro nero che si alza tutte le volte che esce nel mondo e cerca di entrarci di nuovo come fanno gli altri.
La loro roulotte è in un posto di passaggio per chi va al supermercato, per chi va alla stazione, per chi lascia l’auto al parcheggio. In viale Ariosto dove ci sono aziende e vicino ai palazzi dove la sera, le famiglie stanno a casa.
Antonio e Antonio avevano tutti e due la loro famiglia, ma gli ostacoli della vita li hanno portati lontano. Si è spezzato un legame. E quando il primo legame si spezza poi si spezzano anche gli altri. Oggi sono fantasmi, malati, soli e senza futuro. Per loro non ci sarà il Natale.
Elena Andreini

Guarda l’intervista a Raoul Covelli:

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